Le altre novità
e la storia del testo
Oltre alla diffida amministrativa, il regolamento porta due cambiamenti che si vedono sul territorio: un patto di buon vicinato sui nuovi impianti e i prati stabili resi finalmente convenienti.
Un patto di buon vicinato
Il regolamento introduce misure di mitigazione per i nuovi impianti di frutteti e vigneti, a protezione delle abitazioni, delle scuole e delle aree dove giocano i bambini: siepi arboree e arbustive con piante autoctone lungo il confine, distanze maggiorate, opere di compensazione non inferiori al 5 per cento della superficie coltivata.
«Non è un atto contro l'agricoltura, che resta una ricchezza fondamentale del nostro territorio. È un patto di buon vicinato: chi coltiva può continuare a farlo, e chi abita accanto ai campi può farlo con maggiore serenità.»
Prati stabili, meno ostacoli
I prati stabili naturali sono patrimonio di biodiversità e di paesaggio, tutelati dalla legge regionale 29 aprile 2005, n. 9. Il nuovo testo semplifica le condizioni e rimuove gli ostacoli che rendevano complicato e poco conveniente realizzarne di nuovi.
Per i prati stabili, e per i terreni che il proprietario ha dichiarato alla Regione di voler trasformare in prato stabile, non vale l'obbligo dei tre sfalci dell'articolo 7: si applica la normativa regionale.
Perché «fare la cosa giusta per l'ambiente sia non solo possibile, ma anche conveniente».
Un lavoro di due amministrazioni
Il percorso è stato avviato nella scorsa legislatura e portato a compimento dall'attuale. Le due commissioni hanno approvato il testo all'unanimità, e così ha fatto il Consiglio comunale nella seduta del 22 giugno 2026.
Il ringraziamento dell'assessore è andato a chi ha avviato il percorso, l'allora assessore Igor Barbariol, ai comandanti della Polizia Locale che si sono succeduti alla guida del Corpo, Angelo Segatto, che ha impostato il lavoro, e Cristiano Ciletti, che lo ha condotto al traguardo, a tutti gli operatori e ai portatori di interesse coinvolti, e al Sindaco Paolo Nadal, per i correttivi suggeriti e per avere aiutato a tenere i piedi per terra.
«Questo regolamento non è il lavoro di una sola persona, né di una sola stagione amministrativa. È una storia di continuità: un'amministrazione ha iniziato, un'altra ha completato. È il modo in cui le istituzioni dovrebbero funzionare, mettendo davanti a tutto il bene della comunità, al di là di chi taglia il nastro.»
«Non è il regolamento di una maggioranza o di un assessore:
è il regolamento di Roveredo in Piano.»